La prima novità, introdotta dal nuovo decreto ministeriale, riguarda proprio i destinatari. Il decreto recepisce la nuova definizione di startup innovativa, di cui alla L. 193/2024, da un lato estendo l’agevolazione anche alle imprese di media dimensione e dall’altro escludendo le imprese che svolgono in via prevalente attività di agenzia o consulenza.
Le imprese in questione, siano esse micro, piccole o medie, oltre a risultare iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese, devono aver adempiuto all’obbligo di stipula di polizza assicurativa contro le calamità naturale ed eventi catastrofali.
Interventi e spese ammissibili
Smart&Start Italia è l’incentivo che sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico in tutte le regioni italiane.
Finanzia progetti, di importo compreso tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro, idonei a soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti:
- significativo contenuto tecnologico e innovativo;
- orientato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things;
- finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata.
Per la realizzazione dei progetti sono agevolabili le spese sostenute dopo la presentazione delle domande relative a:
- Impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica;
- Hardware e software;
- Brevetti, marchi e licenze, certificazioni, know-how e conoscenze tecniche;
- Consulenze specialistiche tecnologiche;
- Marketing e web-marketing, nel limite del 20% del piano d'impresa;
- Personale dipendente e collaboratori.
L’agevolazione
L’agevolazione di sostanzia in un finanziamento a tasso zero, della durata di 10 anni, fino a copertura dell’80% delle spese ammissibili.
La percentuale sale al 90% per:
- imprese femminili o giovanili
- imprese, nella cui compagine sociale, è presente almeno un esperto in possesso di titolo di dottore di ricerca, o equivalente, da non più di 6 anni e impegnato stabilmente all'estero in attività di ricerca o didattica da almeno un triennio.
Oltre al finanziamento agevolato è previsto:
- un contributo a fondo perduto, per le sole imprese del mezzogiorno, pari al 30% del finanziamento (che, pertanto, dovrà essere restituito solo per il 70%);
- la conversione di una quota di finanziamento in contributo a fondo perduto a fronte di investimenti nel capitale di rischio da parte di investitori terzi o da terzi persone fisiche. Il nuovo decreto ha ampliato la categoria degli investitori terzi facendovi rientrare anche i partner tecnologici qualificati (i cui requisiti saranno individuati con successiva circolare) e investitori residenti fuori dall’Unione Europea titolari di un valido visto Investor Visit for Italy.
- servizio di tutoraggio tecnico gestionale nella fase di avvio della startup (pianificazione finanziaria, marketing, organizzazione, ecc.). Questo servizio, inizialmente previsto per le sole imprese costituite da meno di un anno, è stato esteso dal D.M. del 13 luglio anche alle imprese costituite da non più di 36 mesi e quantificato in un importo massimo di 10.000 euro.
Quando presentare la domanda
Lo sportello per la presentazione delle domande è aperto. Tuttavia, le modifiche introdotte dal decreto ministeriale del 13 luglio 2026 non sono al momento applicabili perché per la piena operatività sarà necessario attendere la pubblicazione dell’apposita circolare operativa.
Le domande sono valutate in base all’ordine di arrivo delle stesse.
Con riferimento ai criteri di valutazione del progetto, il nuovo dm prevede punteggi aggiuntivi per le startup innovative che:
- alla data di presentazione della domanda sono in possesso della certificazione della parità di genere;
- finanziano il piano di impresa per almeno il 30% del finanziamento richiesto attraverso conferimenti in denaro iscritti alla voce del capitale sociale e della riserva da sovrapprezzo delle azioni o quote delle start-up innovative, anche in seguito alla conversione di obbligazioni convertibili in azioni o quote di nuova emissione, da parte di un partner tecnologico.