Google ha rilasciato in GA4 un editor per costruire dashboard direttamente dentro l’interfaccia, senza appoggiarsi a strumenti esterni. Il rilascio è graduale, quindi può non essere ancora comparso sul tuo account.
Il percorso è Report > Crea > Dashboard.
Da lì si lavora su un canvas a griglia, trascinando dimensioni e metriche sulle card e ridimensionandole a mano, con sei tipi di visualizzazione: scorecard con variazione percentuale quando attivi un confronto tra periodi, tabelle, grafici a linee con granularità giornaliera, settimanale o mensile, barre, ciambelle e funnel.
Al salvataggio la dashboard può essere pubblicata direttamente nel menu di sinistra, senza passare dalla Library. Per creare e pubblicare serve il ruolo Editor o Amministratore, mentre per consultarla basta avere accesso alla property.
La novità più concreta è il funnel. Fino a oggi, per vedere gli step di conversione e i punti di abbandono bisognava costruire un’esplorazione dedicata; ora quella visualizzazione sta nella stessa pagina delle altre metriche. Le domande ricorrenti di una riunione settimanale, quanti contatti sono arrivati, da quali canali e in quale passaggio si perdono, stanno su una schermata sola invece che in tre punti diversi dello strumento.
Il secondo vantaggio è di manutenzione. I dati sono quelli nativi della property, quindi non ci sono connettori da tenere in vita né scostamenti da spiegare tra il report e la piattaforma da cui arriva il numero. E chi deve solo leggere non ha bisogno di imparare un secondo strumento: apre GA4 e trova la pagina nel menu. Per chi non ha tempo o conoscenze per settare altri strumenti, è il passaggio che rende i dati consultabili da tutti.
Detto questo, è una prima versione e si vede. Il tetto di 15 card per dashboard sulle property standard, 30 su quelle premium, obbliga a scegliere poche metriche e approfondimenti: sano come disciplina, scomodo se pensavi di costruire la vista completa da presentare in riunione.
Non sono supportati i segmenti, quindi non puoi isolare un pubblico dentro la dashboard, e mancano i confronti a livello di singola card, perché il periodo di confronto si applica a tutta la pagina. Non c’è supporto API, quindi niente automazioni o estrazioni programmate.
Infine, ogni dashboard pubblicata è condivisa con l’intera property: non esistono viste personali, e conviene mettersi d’accordo su chi può modificare cosa prima che lo facciano tutti.
Il limite che pesa di più però è un altro: l’editor legge solo i dati di GA4. Nel momento in cui il report deve unire Google Ads, Search Console, il CRM o i costi di piattaforme non Google, quel lavoro resta su Data Studio. La divisione ragionevole, oggi, è questa:
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