Google AI Max prende forma come infrastruttura centrale dell'advertising su Search. Dall'espansione a Shopping e Travel alla deprecazione delle Dynamic Search Ads, il messaggio di Google è chiaro: meno tipi di campagna, più automazione, più segnali AI.
Nel Digest sull'Online Advertising di aprile 2026 analizziamo tre movimenti che anticipano il Google Marketing Live del 20 maggio:
Tre aggiornamenti che raccontano la stessa direzione: Google sta consolidando il controllo delle campagne intorno all'AI, riducendo la granularità manuale a favore di sistemi che apprendono e ottimizzano in modo autonomo. Per chi gestisce budget advertising, significa ripensare i flussi operativi prima che la migrazione automatica tolga margini di manovra.
Google ha annunciato l'espansione di AI Max alle campagne Shopping e Travel, a un anno dal lancio del prodotto. L'annuncio anticipa il Google Marketing Live del 20 maggio, dove probabilmente ci saranno ulteriori dettagli.
AI Max per Shopping sfrutta il feed Merchant Center per creare annunci dinamici in grado di intercettare ricerche lunghe e articolate, sempre più comuni da quando gli utenti sono abituati a interagire con strumenti AI. Le funzionalità principali sono tre:
Per il verticale Travel il cambiamento è più profondo. Google sta eliminando i tipi di campagna dedicati e portando i formati Travel all'interno delle campagne Search standard, con l'obiettivo di semplificare la gestione e unificare il reporting.
Entrambe le novità sono in closed beta. Prima del rollout generale, vale la pena pulire i feed, verificare il tracciamento delle conversioni e costruire una lista di negative keyword solida.
Da settembre, le Dynamic Search Ads (DSA) saranno sostituite da AI Max. Google ha ufficializzato la deprecazione: niente nuove campagne DSA da settembre, migrazione automatica per quelle esistenti entro fine mese.
AI Max eredita la logica delle DSA, ovvero intercettare ricerche oltre le keyword tradizionali usando i contenuti del sito, ma aggiunge segnali più avanzati e nuovi controlli su brand, location, testo e URL di destinazione. Google dichiara in media il 7% in più di conversioni a parità di CPA o ROAS rispetto al solo search term matching.
Non aspettare la migrazione automatica. I passi concreti sono:
Chi gestisce campagne lead gen B2B dovrà prestare particolare attenzione alla qualità del traffico generato.
Google ha annunciato due aggiornamenti per le campagne Demand Gen, entrambi in anticipo rispetto al Google Marketing Live del 20 maggio.
Le campagne Demand Gen possono ora ottimizzare verso le view-through conversion su YouTube. In pratica, il sistema tiene conto anche degli utenti che vedono un annuncio senza cliccare, ma che convertono in un momento successivo. Una logica già diffusa su altre piattaforme, che ora porta Demand Gen a un livello di misurazione più allineato al resto dell'ecosistema advertising.
Il Commerce Media Suite, già disponibile su Display & Video 360 e Search Ads 360, arriva ora anche su Google Ads per le campagne Demand Gen. Gli advertiser possono usare dati di catalogo e conversioni first-party dei retailer per raggiungere gli utenti su YouTube, Discover e Gmail.
Google ha supportato l'annuncio con dati di Fospha, vendor di attribuzione con un interesse commerciale diretto nella misurazione cross-platform. Il dato citato, ovvero il 18% in più di nuovi clienti rispetto alla media paid, va letto in questo contesto.
Per chi lavora su B2C e retail, queste novità ampliano le possibilità di ottimizzazione e targeting su Demand Gen. Per il B2B l'impatto è più limitato, ma vale la pena monitorare l'evoluzione del formato in vista di ulteriori annunci a Google Marketing Live.
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